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mercoledì 26 agosto 2009

Nippon Kobo a Milano


Domenica sera io e la mia mezza mela siamo stati invitati a cena da due nostri amici che qualche mese fa hanno trascorso 15 meravigliosi giorni in Giappone. Siamo rimasti seduti in salotto sino alle due a guardare le centinaia di foto (nonchè le decine di filmati) che hanno scattato tra Tokyo e Kyoto e ad ascoltare i loro racconti sul viaggio in questo Paese che io trovo estremamente affascinante e che spero presto di poter visitare. Prossimamente l'incontro più ravvicinato che avrò con le tradizioni nipponiche sarà quello di vedere (sempre se ci riuscirò) la vestizione del kimono al Lucca comics&games di questo autunno... vabbè, è già qualcosa! :P

E proprio perchè la terra nipponica mi fa venire gli occhi a stellina (leggasi "mi piace tanto tanto tanto!"), in questo momento non posso non pensare ai fortunati milanesi che ancora per qualche giorno -fino al 6 settembre- potranno visitare la mostra Nippon Kobo: sguardi sul Giappone.

Si tratta di una mostra fotografica che vuole rendere omaggio a questa terra lontana e che nel titolo prende ispirazione dal Nippon Kobo appunto, il nome scelto nel 1933 da uno dei primi gruppi di fotografia giapponese fondato da Yonosuke Natori, Ihei Kimura e altri, il cui scopo era osservare in modo diverso e nuovo il proprio Paese, avendo a disposizione come unici strumenti di lavoro una trentacinque millimetri e il proprio sguardo. Questa mostra, che ha quindi un titolo simbolico, vuole presentare al pubblico la realtà giapponese vista e interpretata dagli occhi e dall'obbiettivo di tredici fotografi giapponesi della Maison Européenne de la Photographie di Parigi dal fondo Dai Nippon Printing: tredici diversi sguardi giapponesi, tredici diverse interpretazioni originali e sensibili della realtà, dagli anni Cinquanta del Novecento ad oggi. Tra gli autori in mostra NOBUYOSHI ARAKI - NAOYA HATAKEYAMA - EIKOH HOSOE - MIYAKO ISHIUCH, e poi tanti altri, guardate nel sito del FORMA.

La mostra è al FORMA Centro Internazionale di Fotografia (qui il sito), in piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano...

...se ci fate un salto pensatemi please! :)

sabato 8 agosto 2009

La Sardegna veste la moda

abito da sera Ventura - 1934

Dopo il successo riscosso a Palazzo Pitti di Firenze, dove è rimasta esposta dal 17 giugno al 17 luglio scorsi, la mostra La Sardegna veste la moda è approdata anche a Cagliari, e rimarrà nella suggestiva cornice di Palazzo di Città, in Castello, sino al prossimo 15 ottobre. E io ovviamente non potrò fare a meno di andare a vederla!


Vi lascio di seguito qualche informazione più dettagliata trovata sul web, e il link ad una bellissima galleria di foto. Cliccando sulle foto potete accedere direttamente al forum "gente di Sardegna" da cui provengono :)
La mostra, curata da Bonizza Giordani Aragno, presenta abiti e accessori sardi dal 1930 a oggi accostando provocatoriamente tradizione e attualità, guidando il visitatore in un viaggio secolare che mette in luce le molteplici influenze dello stile e della cultura nostrana sull’alta moda. Si ripercorre così la storia dell’isola attraverso i suoi costumi, in un raffinato intreccio di forme, colori e tessuti.

L' originale e suggestivo allestimento, come un singolare viaggio tra le forme della moda, ha accostato capi diversi: dalla moda di Parigi del primo Novecento alle contaminazioni di sapore etnico di Cristobal Balenciaga, Romeo Gigli, Lacroix, Maurizio Galante, fino ad Anversa con Martin Margiela, per giungere in Estremo Oriente con Myake, Comme des Garconnes e Junya Watanabe.

Poi i sardi: Angelo Figus con le sue forme pure ed essenziali, Luciano Bonino esperto di tradizioni, il giovane Silvio Betterelli, ultimo vincitore del concorso per giovani talenti ''Who's on next''nella sezione accessori, Paolo Modolo con il suo abito di velluto e le Sorelle Piredda con gli scialli e la Sartoria Castangia.

Infine le narrazioni di Antonio Marras che, con il contributo di una performance, ci conducono nel meraviglioso mondo di Marras pour Kenzo, e Maria Lai, con ''pezzi cuciti'' dedicati ad Antonio Marras.

Completano iconograficamente il percorso le incisioni di Guido Colucci, che agli inizi del Novecento ha scrupolosamente documentato le tipologie dei costumi presenti in mostra, e una serie di video tra cui quello dell'Istituto Luce relativo alle sfilate storiche tenute nel 1956 e quelli delle collezioni degli stilisti di ''La Sardegna veste la moda''.

Infine, Il ponte ideale tra la Sardegna arcaica e il modernismo e' sottolineato dai disegni di Nino Siglienti, per gli scialli, e dalle illustrazioni di moda di Edina Altara per noti periodici nazionali.

Antonio Marras

stivaletto - 1900

Io adoro le scarpe, per me sono proprio un'ossessione, quindi non posso concludere il post senza farvi vedere questi meravigliosi stivaletti in raso del 1900. Bellissimi, vero? Non vedo l'ora di recarmi alla mostra!!!

xoxo, Babi